6 settembre 2010

Red Donkey, dove l'impossibile diventa possibile.

Se mi avessero detto che, non solo con la Punto avrei fatto il Mongol Rally, ma sarei pure tornato indietro, non ci avrei creduto.


Che la Red Donkey avrebbe fatto in poco più di un mese quasi 20.000 km, la metà della circonferenza della Terra, superando deserti, montagne, guadi, piste attraverso innumerevoli stati (Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Russia, Mongolia, ancora Russia fino in Europa e poi Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria e, infine, Italia), chi lo avrebbe ritenuto possibile ?

Venerdì sera, dopo una settimana che era ferma a Riga sotto il diluvio, quando al terzo tentativo il motore scoppiettante della Red Donkey ha tossito rauco, e poi ha cominciato a cantare, ho capito che ce l'avremmo fatta.

Non so, ora che è ritornata a casa, quale sarà il destino della Red Donkey, come non so il mio.

Credo, però, che la Red Donkey sia un simbolo. Credo che testimoni concretamente come un'idea, un sogno, una scelta, per quanto azzardata possa sembrare, può essere realizzata.

Non chiedetemi la ricetta. Abnegazione, coraggio, tenacia, determinazione, fiducia in sè stessi, Fede ?
Ognuno ha la sua.

Credo che viviamo immersi nella paura, in schemi che ci sembrano immutabili, che ci rendono piccoli e schiavi.
A me è successo qualche volta, qualche scelta coraggiosa mi ha fatto respirare l'inebriante aria della libertà.
Ma quanta paura! Meglio tornare a casa, alle proprie sicurezze, e vivere infelici ma sicuri.
La Red Donkey è lì per dirmi basta a questo modo di pensare e vivere. Quel che sarà, sarà.



Ci tengo a ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile quella che per me è un'impresa.

Innanzitutto i miei compagni di avventura, Mauro e Matteo, preziosi e insostituibili nelle difficoltà che abbiamo affrontato, dai quali ho imparato un sacco di cose e colto moltissimi spunti di riflessione.

Ringrazio Marino, che ha preparato la Red Donkey, chi ci ha donato pezzi di ricambio, olio motore, cavi per la batteria, la lamiera per il cassone, gli sponsor, chi ci ha sostenuto spiritualmente o materialmente, anche solo comprando una maglietta (tra l'altro, ancora disponibili!).

Ringrazio tutte le persone che ci hanno indicato la strada le innumerevoli volte che siamo persi, a volte anche prendendo la loro auto e guidandoci.

Ringrazio i militari kazaki che ci hanno procurato la benzina, chi ci ha sistemato l'auto durante il percorso, chi ci accolto anche in piena notte, chi ci ha dato le dritte giuste.

Ringrazio tutte le persone che ci hanno fatto sentire il loro affetto e la loro vicinanza. Ringrazio anche chi non ha creduto in noi, che per me è stato spunto per tirare fuori il meglio di me stesso.

Infine, ma solo in ordine temporale, ringrazio la mia famiglia e i miei fratelli, fondamentali in tante cose e in particolare nell'ultima parte del viaggio, che hanno reso ricco e divertente. Speciale.

Ho scoperto tra l'altro che c'è una lingua che viene compresa ovunque, una sorta di esperanto ma più alla buona, e sto parlando del... dialetto veneto!



Restate su questi spazi ancora un po'. A breve pubblicheremo foto e video. Baci.

6 commenti:

  1. In effetti credo che la vostra sia sembrata un'impresa impossibile ai più. Anche a me! Ricordo la sera del 10 luglio quando Nick ha spiegato in cosa consisteva l'avventura del Mongol rally e quali erano le sue motivazioni interiori nel decidere di affrontare il viaggio... C'era da rimanere ammutoliti, da pensare a un viaggio senza ritorno... Infatti quello che è al di fuori della quotidianità, della normalità sembra un non senso, talmente si è chiusi nelle quotidiane sicurezze.
    E quindi vi ammiro per il coraggio, l'intraprendenza e altro... dimostrati in questa impresa, anche se solamente voi sapete fino in fondo quello che avete passato.
    Ieri sera guardavo la Punto, osservavo le sue lamiere rosse, gli adesivi, i sedili... e cercavo di immaginare tutto quello che l'auto e il suo team aveva visto, aveva vissuto...
    Bravi ragazzi, buona vita a voi!!!!!
    Lia

    RispondiElimina
  2. ...adoro i piani ben riusciti....

    RispondiElimina
  3. io invece vi ringrazio perché mi ero dimenticata quanto è bello darsi un obiettivo e crederci fino alla fine..un bacio! miki

    RispondiElimina
  4. Parole sante!!!

    La Libertà è un valore assoluto che va preservato e difeso. A volte, presi come siamo dalle responsabilità e dalle schiavitù che la società moderna ci propina come libertà, ci dimentichiamo di quale sia la vera Libertà.

    Non ho mai pensato che voi non ce l'avreste fatta, solo pensavo che la Red Donkey non avesse molte possibilità di arrivare fino in fondo. Invece, conoscendo Nick, il suo coraggio, la sua tenacia, la sua voglia di essere libero, ero sicuro che qualsiasi difficoltà avreste incontrato, non avrebbe interrotto il vosto viaggio verso la meta.

    Complimenti, veramente complimenti.
    Alberto

    RispondiElimina
  5. Ciao Asto, grazie di cuore!!!

    RispondiElimina
  6. mi sono appena letto tutto il vostro viaggio.... grandissimi!!!!!!!!! non ho parole... mi viene una voglia pazzesca di farlo anchio, e prima o poi forse lo farò!!! solo 1 cosa, potete dire quanto avete speso in tutto contando iscrizione, visti, benzina, mangiare ecc.? grazie!!!

    RispondiElimina